Domande Frequenti-Faq

Cos’è un robot aspirapolvere?

Per robot aspirapolvere si intende quell’automa che riesce a pulire la casa in maniera del tutto autonoma, senza che si renda necessario l’intervento umano.

Come funziona?

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Per poter dare vita alle operazioni di pulizia, l’automa deve essere programmato e dare vita ad una ricognizione dell’ambiente affidato alle sue cure. Se la possibilità di programmazione è presente praticamente in ogni robot aspirapolvere, l’esame dell’ambiente di lavoro, detto mappatura, avviene con una telecamera che alla prima uscita del robot provvede a memorizzare ciò che lo circonda. Si tratta però di una funzione non presente nei modelli entry level (a basso costo), i quali sono quindi soliti dare vita a percorsi di navigazione abbastanza casuali. La pulizia è assicurata dalle spazzole fissate sul fondo del robot che ruotano quando quest’ultimo cammina, e rimuovono la polvere e la sporcizia dal pavimento alla stregua di una scopa. Una volta che la batteria del robot sia quasi scarica, l’apparecchio provvede a ritornare automaticamente alla base al fine di ricaricarsi.

Chi lo ha inventato?

La prima azienda a commercializzare un robot aspirapolvere è stata iRobot, che ha immesso sul mercato Roomba, nel 2002, dodici anni dopo la sua nascita. Da quel momento l’azienda ha continuato a detenere una posizione di leadership sui mercati che si è trasformata in una vera e propria rendita di posizione. In base ad alcune statistiche la sua quota di mercato supererebbe i due terzi del complesso.

Quali sono le dimensioni tipiche?

Solitamente i robot aspirapolvere hanno una forma circolare e un diametro di poco superiore ai 30 centimetri. Per quanto concerne l’altezza, possono oscillare tra poco meno di dieci e poco più di cinque centimetri, che gli consente quindi di infilarsi anche sotto i mobili più bassi per pulire.

Quali sono le forme possibili e perché è un aspetto importante in fase di scelta?

La maggior parte dei robot aspirapolvere è di forma circolare. Si tratta però di un design tale da impedire il lavoro di pulitura degli angoli, per ovvie ragioni. Per poter colmare questa lacuna i produttori possono ricorrere a due soluzioni alternative: dare vita ad una forma squadrata, oppure fare in modo che l’automa possa montare spazzole laterali con le quali può ovviare al problema.

Perché è importante che il robot aspirapolvere sia sottile?

Altro problema di non poco conto è quello rappresentato dall’altezza del robot aspirapolvere. In molti casi, infatti, i mobili della nostra casa si elevano dal suolo per pochi centimetri, lasciando di conseguenza piccoli spiragli per chi intenda procedere alla pulizia della superficie sottostante. Si tratta però di operazioni molto complicate e anche pericolose, cui invece può attendere facilmente un robot aspirapolvere. A patto che sia appunto molto sottile, solitamente con una altezza sotto i 10 centimetri.

Quali sono i vantaggi?

Il robot aspirapolvere ha incontrato notevole successo nel settore della pulizia per la casa grazie ai notevoli vantaggi che esso riesce ad assicurare con il suo lavoro. Molte persone, infatti, non hanno tempo o voglia di dedicarsi alla pulizia dei pavimenti. Decidono quindi di rivolgersi a questo automa che è in grado di svolgere il compito assegnato in totale autonomia. Basta infatti spingere il pulsante di accensione, magari dopo averlo programmato con il proprio telecomando, perché si metta in azione. I modelli meno evoluti svolgono il proprio lavoro in maniera abbastanza casuale, mentre quelli più rifiniti da un punto di vista tecnologico sono in grado di eseguire una mappatura dell’ambiente di lavoro, grazie ad una telecamera, nel corso della prima sessione, per memorizzare lo stesso e decidere quale possa essere il modo ottimale di pulire.

Va poi considerato che il robot aspirapolvere può essere attivato anche stando fuori dalla propria abitazione, utilizzando all’uopo una app che mette in collegamento l’elettrodomestico e il proprio smartphone. Sarà così possibile monitorare il funzionamento e il lavoro svolto, risolvere eventuali problemi che dovessero insorgere, decidere l’avvio e la fine della sessione di lavoro. In tal modo il robot aspirapolvere può essere utilizzato anche come forma di dissuasione per eventuali malintenzionati che sorveglino la casa in attesa di svaligiarla, dando l’impressione che il suo interno sia popolato, magari in un periodo di vacanza.

Altro vantaggio di non poco conto è poi rappresentato dal fatto che grazie alla presenza di sistemi di filtrazione di buon livello, in particolare i filtri HEPA, è possibile combattere e vincere la battaglia contro gli allergeni animali, ovvero le particelle più sottili introdotte nell’ambiente dagli animali domestici, che sono la causa di patologie complesse, a partire dalle allergie e dai problemi dell’apparato respiratorio.
Non va poi sottovalutato il fatto che gli automi aspirapolvere sono in grado di infilarsi sotto ai mobili, ai letti e alle poltrone per pulire, evitando operazioni che possono comportare notevoli rischi a livello fisico per la persona che dovesse essere chiamato a svolgere questo complicato lavoro.

E quali gli svantaggi?

Gli svantaggi non esistono, limitandosi in pratica al costo di acquisto di un robot aspirapolvere che non sia magari quello ideale per le esigenze dell’utente. Proprio per questo motivo, prima di acquistarne uno occorre valutarne appieno le caratteristiche e metterle a confronto con la vastità della superficie da trattare, con l’eventuale presenza di animali domestici all’interno dell’abitazione e altri fattori che possono orientare la scelta in un senso o nell’altro. Nel caso essa sia fatta nel modo più consono, la spesa si rivelerà un vero e proprio investimento.

Quale comprare e come sceglierlo tra tanti?

Come abbiamo già ricordato, occorre scegliere bene il proprio modello, partendo proprio dalle esigenze che ci spingono ad effettuare l’acquisto. Una cosa è avere una casa piccola e di media grandezza, ben altra è averne una molto grande, magari disposta su più livelli. Nel primo caso può bastare un modello della fascia level entry, ovvero quella più economica, che con poche decine di euro consente di avere un robot aspirapolvere in grado di pulire una stanza per volta, senza particolari funzioni e con una capacità e autonomia abbastanza limitate.

Nel secondo caso, invece, si rende sicuramente necessario prendere in considerazione un modello di fascia media o addirittura alta, che può assicurare la presenza di livelli tecnologici molto elevati, oltre a notevole capacità del serbatoio e grande autonomia. Per livelli tecnologici si intende la presenza di funzioni come la mappatura, il muro virtuale, i sensori anticaduta, la app per il controllo da remoto e altre che possono implementare le prestazioni del dispositivo. Ad esempio è molto importante il livello di filtrazione, soprattutto per chi abbia animali domestici nella propria casa: un filtro HEPA può in effetti rivelarsi un vero e proprio valore aggiunto, soprattutto se tra gli abitanti della casa ce n’è qualcuno gravato da problemi dell’apparato respiratorio.

Quali sono i criteri di scelta?

Tra i criteri di scelta il primo da prendere in considerazione è quello rappresentato dall’autonomia del robot. Se essa è limitata, magari arrivando a malapena ad un’ora di funzionamento, l’automa potrà al massimo fare una stanza, per poi doversi dirigere alla base di ricarica in modo da provvedere all’approvigionamento energetico. Se invece riesce a prolungarsi, magari oltrepassando le due ore, può pulire due o più stanze, prima di esaurire la sua carica.
Anche la batteria è importante nella scelta. Attualmente ne esistono due tipi:  Ni-MH e Li-Ion. Le prime sono di vecchia generazione e hanno tempi di ricarica abbastanza lunghi, tali da raggiungere anche diverse ore. Con il passare del tempo, sono poi sottoposte al cosiddetto effetto memoria, ovvero ad una graduale diminuzione della propria autonomia, spesso conseguenza dell’abitudine ad eseguire ricariche prima che la batteria sia completamente esaurita. Vantano dimensioni maggiori rispetto a quelle al litio, ma durano di più e sono normalmente più economiche.

Le batterie agli ioni di litio sono l’ultima frontiera del settore e necessitano di tempi di ricarica decisamente inferiori. Non c’è poi alcun pericolo di effetto memoria, anche per chi sia abituato a ricaricare la batteria non ancora esaurita. Più leggere e compatte hanno però una durata inferiore.
Altro criterio di scelta assolutamente fondamentale è poi rappresentato dalla dotazione tecnologica. I modelli più rifiniti presentano funzioni molto interessanti, in grado di facilitare il lavoro e implementare le prestazioni del dispositivo, come la mappatura, i sensori anti-urto e anti-caduta, il muro virtuale e il controllo da remoto.

Come pulisce negli angoli?

Un punto molto delicato, quando si parla dei robot aspirapolvere, è quello rappresentato dagli angoli. Il motivo è presto detto: la maggior parte di essi sono circolari, forma che impedirebbe all’automa di poter provvedere all’intersezione tra i muri. Per ovviare a questo limite, le soluzioni sono due: o dotarsi di un robot di forma squadrata, che quindi andrà agevolmente a seguire la linea del muro, oppure rivolgersi ad un modello dotato di spazzole laterali, meglio ancora se di misura extralarge.

E’ compatibile con animali domestici? Pulisce il loro pelo?

La maggior parte dei robot aspirapolvere è ideata proprio pensando alla necessità di trattare i peli lasciati dagli animali domestici, in particolare cani e gatti. Per farlo realmente è però necessario un sistema di filtrazione adeguato, in quanto il reale problema non sono i peli, bensì le minuscole parti della pelle che essi fanno circolare nell’aria, i cosiddetti allergeni. Un filtro adeguato è quello in grado di trattenere le fibre più piccole e purificare di conseguenza l’aria.

Come si usa? E’ automatico al 100%?

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L’utilizzo del dispositivo è molto semplice, basta avviarlo e dedicarsi ad altre occupazioni, oppure riposarsi, lasciando che il robot provveda al compito che gli è stato affidato. Occorre però precisare che i modelli più economici non hanno le funzioni che possono rendere intelligente il lavoro, dando vita ad un percorso casuale, nel corso del quale magari provvedono a pulire lo stesso punto più volte, tralasciandone invece altri. A rendere più proficuo il tutto concorrono in particolare funzioni come la mappatura e il muro virtuale, che lo spingono ad ottimizzare l’operato, da un lato facendogli memorizzare l’ambiente, dall’altro facendo in modo che certe aree, che magari non necessitano di cure, siano scartate a favore di altre. Si può dire che il tutto avvenga in automatico, anche se in alcuni modelli di basso livello si possono verificare disguidi tali da rendere necessario l’intervento umano, ad esempio quando il robot va ad incagliarsi nelle frange del tappeto.

E’ efficace anche con i capelli lunghi?

Il robot, se di buon livello, è capace di aspirare anche i capelli lunghi, soprattutto se dotato di spazzole che girano al contrario e di diversi livelli di potenza.

Come funziona la ricarica?

Una volta che il robot abbia terminato la sua autonomia, deve naturalmente rifornirsi. Per farlo si dirigoe in maniera autonoma presso la base di ricarica, almeno quelli di buon livello, mentre quelli più economici spesso presentano problemi nel trovare la docking station.

Esistono robot aspirapolvere che si ricaricano da soli?

I robot aspirapolvere si ricaricano da soli, eseguendo in perfetta autonomia l’operazione. L’unico problema può insorgere se davanti alla base di ricarica vengono lasciati oggetti che vanno ad ostacolarne il percorso.

Come si svuota il robot?

Lo svuotamento del serbatoio è solitamente molto facile, soprattutto se non si rende necessario smontare tutto. Va peraltro sottolineato come il mancato svuotamento quando invece si rende necessario comporta la riduzione della capacità del dispositivo di aspirare e dunque di pulire la casa. Una volta svuotato, il serbatoio può essere lavato con acqua corrente e poi rimesso al suo posto, a patto che sia completamente asciutto.

Esistono i robot aspirapolvere con telecomando?

Il telecomando è solitamente uno degli accessori che accompagnano l’acquisto di un robot aspirapolvere.

Cos’è un robot aspirapolvere con mappatura laser?

Il robot aspirapolvere può disporre di un sistema di mappatura laser, che provvede a fare una rilevazione dell’ambiente alla sua prima uscita, in modo da poter capire quali siano i percorsi ottimali da compiere per pulire. In sua assenza l’automa svolge un tracciato del tutto casuale.

Robot aspirapolvere o aspirapolvere normale?

Naturalmente sono molti coloro che fanno il confronto tra un aspirapolvere tradizionale e un robot. Il confronto andrebbe però fatto tenendo conto delle proprie particolari esigenze.

Robot aspirapolvere o lavapavimenti?

Lo stesso discorso vale per il confronto tra robot aspirapolvere e lavapavimenti, che deve partire da quello che ci si attende dal dispositivo.

Vanno bene per il marmo?

I robot aspirapolvere sono in grado di pulire qualsiasi superficie. Se si hanno pavimenti diversi all’interno della casa, sarebbe però il caso di scegliere un modello in grado di capire il passaggio ad una superficie diversa, in modo da adeguare il proprio funzionamento e potenza.

Come funziona un robot aspirapolvere in presenza di scale?

Se il robot è dotato di sensore anticaduta, può fermarsi per evitare il vuoto. In assenza di esso alcuni modelli sono in grado di salire o scendere in maniera autonoma.

Esistono quelli che aspirano la polvere e lavano anche i pavimenti?

Alcuni combinati riescono a svolgere la duplice funzione di pulire i pavimenti e procedere al loro lavaggio, a secco o umido. Nel secondo caso procedono ad asciugare il pavimento con grande rapidità.

Esistono prodotti per terrazzo e esterni?

I modelli che compiono il loro lavoro in spazi esterni sono denominati idropulitrici e sparano acqua ad alta pressione tramite una pompa collegata a un rubinetto o a un serbatoio. L’efficacia risulta maggiore rispetto alla tradizionale pompa da giardino comportando anche un certo risparmio di acqua.

Cosa si intende per autonomia del robot?

L’autonomia del robot aspirapolvere è in pratica il tempo di funzionamento del dispositivo prima che si scarichi. Nei modelli più evoluti può oltrepassare le due ore, prima di costringere il robot a ripiegare verso la base di ricarica per poter fare rifornimento prima di partire per una nuova sessione di lavoro. Il tempo di ricarica può variare dalle due alle sei ore, a seconda del modello.

Cosa sono i sensori anticaduta?

Naturalmente il robot nel corso del suo lavoro può incontrare scale o dislivelli che possono provocarne la caduta, a seguito della quale potrebbe riportare seri danni o rompersi del tutto. Per evitare che ciò accada molti automi vengono provvisti di sensore alticaduta, che provvede ad avvertire l’approssimarsi del vuoto impedendo quindi che l’elettrodomestico ci vada a finire dentro.

Cosa sono i sensori anti-urto?

Nel corso dei suoi movimenti, il robot aspirapolvere può incontrare degli ostacoli sulla sua strada. Proprio al fine di evitarli i produttori accludono dei sensori che vanno a rilevare la presenza degli stessi in modo da evitarli.

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